Diana (nome di fantasia) è sempre stata una bambina con una spiccata fantasia fin dai primi anni di vita. Ha, infatti, raccontato di personaggi incredibili nelle sue storie, costruendo intorno ad essi lunghi racconti fantasiosi e ricchi di dettagli. All’età di 6 anni ha manifestato i primi sintomi. Una notte Diana lamentava forti dolori alla testa e cecità, ma i sintomi descritti dalla bambina durarono solo pochi secondi e poi sprofondò in un lungo sonno fino alla mattina seguente. Nei giorni successivi, aveva iniziato a manifestare le prime allucinazioni visive. Raccontava di vedere alberi che si allungavano e finestre che si spostavano da una stanza all’altra.
Anche a scuola, la bambina manifestava allucinazioni, descrivendo lettere che si scioglievano alla lavagna, lettere che si muovevano o lettere che diventavano grandi. Le allucinazioni descritte, si sono presentate in concomitanza ad emicranie e rare volte in assenza di esse.

la Sindrome di Todd prende il nome dallo Psichiatra britannico John Todd il quale aveva scoperto che molti dei suoi pazienti che soffrivano di gravi attacchi di emicrania o epilessia, vivevano illusioni rispetto al proprio corpo come sentirsi troppo alti o troppo bassi o avere l’impressione che parti corporee mutassero forma o dimensione (Todd, 1955).
Queste percezioni sembrano ritrovarsi nel romanzo di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol. Alice è una bambina che dopo aver ingerito un fungo rosso vive esperienze fantastiche, tra cui aumentare e diminuire di dimensione.
Proprio come accade alla dolce Alice, i pazienti sperimentano diversi tipi di distorsioni dimensionali o morfologiche.
Si ipotizza che il romanzo sia nato proprio dalle esperienze vissute dall’autore che soffriva di forti emicranie e presentava sintomi simili ai pazienti dello psichiatra Todd.

VEDIAMO NEL DETTAGLIO IN COSA CONSISTONO LE ALLUCINAZIONI.


La allucinazioni che caratterizzano la sindrome sono chiamate spesso “lillipuziane” questo perché gli oggetti possono apparire molto più piccoli o molto più grandi di quello che nella realtà sono. I pazienti possono presentare una micropsia, visione distorta degli oggetti che appaiono più piccoli e una macropsia dove avviene esattamente il contrario.
La Sindrome di Todd viene diagnosticata qualora si presentino uno o più sintomi in determinate condizioni:
- Assenza di danni al sistema visivo.
- Anormale flusso di sangue alle aree cerebrali deputate alla percezione visiva.
- Riconoscimento dei sintomi da parte dei pazienti come irreali e di durata temporanea.
Il paziente può presentare anche un senso del tempo e dello spazio distorto, per cui il tempo sembrerà scorrere molto lentamente. Altri sintomi minori e meno comuni possono essere: mancanza di coordinamento, difficoltà nel muovere gli arti, perdita di memoria a lungo termine e una sensazione persistente di essere ascoltato, osservato o toccato.

QUALI SONO LE CAUSE CHE PORTANO ALLA SINDROME DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE?
L’idea che ad oggi sembra più diffusa è che, nella maggior parte dei casi, i sintomi siano dovuti ad un’anormale eccitazione corticale. I pazienti hanno percezioni sensoriali, cioè delle corrette sensazioni date dai cinque sensi, ma accade che nel cervello si presenti un’alterazione della trasmissione elettrica di questi segnali, che va a causare le allucinazioni, modificando il normale apporto di sangue alle aree deputate alle percezioni.
Una corretta anamnesi e una precisa diagnosi differenziale risultano fondamentali. Questi due passaggi portano all’esclusione di un disturbo psicotico e identificano la problematica medica corretta che ha portato allo sviluppo dei sintomi.

QUANDO SI MANIFESTA LA SINDROME?
I sintomi possono manifestarsi in bambini che hanno dai 2 ai 14 anni.
Ad oggi non esiste un trattamento specifico per la Sindrome. La linea seguita dai medici è quella di partire dal fattore che l’ha scatenata. Avvicinandosi all'adolescenza questa Sindrome sembra scomparire. Un aspetto importante che non va tralasciato è quello di ascoltare le famiglie. I loro racconti, i ricordi e le loro narrazioni permettono di avere un quadro dettagliato dei sintomi. Riteniamo fondamentale aiutare le famiglie e i bambini a comprendere quello che sta accadendo e a superare quella sensazione di vergogna o imbarazzo riguardo al proprio stato. Noi Psicologi e Psicoterapeuti sensibilizziamo ad una maggiore consapevolezza della malattia l’intera famiglia e soprattutto il bambino affinchè si giunga ad una accettazione dei sintomi e emozioni positive rispetto al proprio stato di salute. Una non accettazione può portare a sentimenti negativi di se stessi, ad una bassa autostima, fino a stati di umore depresso.

BIBLIOGRAFIA:
Todd, J. (1955). The syndrome of Alice in Wonderland. Canad Med Assoc J, 73 (9), 701-704.
Carroll, Lewis (1865). 'Alice's Adventures in Wonderland'.


AUTRICI:
Dr.ssa Federica Fulvi, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento Umanistico e Bioenergetico. Lavora a L’Aquila e ad Avezzano.                                                                 

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 3282040897


Dr.ssa Rosalba Notaristefano, Psicologa Clinica esperta in disturbi del neuro sviluppo, Tutor Dsa. Lavora a Roma.                                                                                   

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 3403771433

Seleziona gli articoli::

 
Seleziona gli articoli::

Seleziona gli articoli::

                                                                                          

                                                           

Seleziona gli articoli::

Pagina 1 di 17

Seguici su Facebook

Ricevi aggiornamenti